INCONTRO-LEZIONE CON PINO SONDELLI, regista, direttore della fotografia, direttore del Dipartimento di Cinema e Doppiaggio dell'ABAN, Docente della BdS ACCADEMY, autore del film "Dentro il silenzio"

VIDEO: INCONTRO-LEZIONE CON PINO SONDELLI

VED Cinema & Tv

LABORATORIO DI PRODUZIONI AUDIOVISIVE, TEATRALI E CINEMATOGRAFICHE

Prof. Francesco Giordano

INCONTRI, LABORATORI, PROIEZIONI, DIBATTITI E SEMINARI DI INNOVAZIONE E SPERIMENTAZIONE PER LA PROMOZIONE E LA DIFFUSIONE DEL CINEMA E DEL COMPARTO AUDIOVISIVO.

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L’ Orientale si “illumina” con il maestro Pino Sondelli

Il direttore della fotografia e regista Pino Sondelli ritorna con grande  entusiasmo ed emozione ad incontrare gli studenti del Laboratorio di Audiovisivi di Francesco Giordano in DAD

Non poteva mancare, vista la sua notoria sollecitudine verso i giovani, l’intervento di Pino Sondelli nell’ambito degli incontri-lezioni del Laboratorio di Produzioni audiovisive,  teatrali e cinematografiche,  diretto dal  Prof. Francesco Giordano e attivato in modalità e-learning presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, che ormai si avvia alle battute finali. E Pino Sondelli, regista, Direttore della Fotografia, Direttore del Dipartimento Cinema e Doppiaggio dell’ABAN nonché docente presso la “BdS Academy”, con una carriera cinquantennale alle spalle impreziosita da prestigiosi riconoscimenti, non ha tradito le attese: con empatia e il suo eloquio forbito Sondelli, regalando un’esperienza all’insegna della sinestesia, ha rapito gli sguardi, le menti e i cuori degli studenti.

Chiamato a interloquire con gli studenti sul   linguaggio cinematografico sullo sviluppo scenico, Pino Sondelli ha fatto eco alle parole di un altro illustre ospite del Laboratorio, Demetrio Salvi, quando ha ribadito che il comunicare è essenziale all’essere umano dal momento che chiunque avverte il bisogno di raccontare per raccontarsi;  non per nulla per il sociologo della “società liquida”, Zygmunt Bauman”, “il fallimento di una relazione è sempre il fallimento della comunicazione” come sottolineato dal giornalista Luigi Pasquariello. Comunicazione è principalmente un modo per aprirsi al mondo, agli altri, motivo per il quale, come  rimarcato da Sondelli, in ogni opera di un artista sono impresse  profonde tracce del suo vissuto biografico.

Spazio anche all’arte quando Pino Sondelli, nel rievocare di aver vinto l’Oscar per la fotografia del capolavoro caravaggesco, “Le Sette opere della Misericordia”, considerato il più importante quadro del Seicento napoletano, ha “illuminato” l’aula laboratoriale virtuale  “lumeggiando” la tecnica pittorica, il luminismo,  utilizzata da quel genio dell’arte che fu Michelangelo Merisi detto il Caravaggio: un fascio di luce che in una composizione caratterizzata da un forte chiaroscuro evidenzia, sottolinea in un crescendo emotivo un volto, un gesto, un moto dell’anima, un istante. Caravaggio, quindi, come un regista con le inquadrature  o un direttore della fotografia  con i filtri, il colore e la posizione delle “lampade”, dirige lo sguardo dello spettatore per accompagnarlo verso il punto focale della tensione drammatica. Del resto, Platone sosteneva che i pittori strutturano le dimensioni dei soggetti delle loro opere in funzione dell’angolo visuale dello spettatore.

Attenzione, dunque, alla prospettiva dello spettatore per agevolarne la comprensione e per una sua piena fruizione dell’opera d’arte: premura condivisa anche da  Pino Sondelli con il suo ultimo progetto cinematografico,  “Dentro il silenzio”. Un film che accende un riflettore, anzi nel solco di Caravaggio un “fascio di luce”, sul disagio della sordità infantile per sensibilizzare sulla sua possibile risoluzione clinica e rivendicare il diritto di tutti a sentire e a vivere una vita pienamente appagante. Toccante il momento in cui Sondelli ha descritto commuovendo il suo uditorio virtuale la genesi del proprio film: “All’incontro nell’Ospedale Santobono di Napoli  rimango pietrificato da un’immagine: quella dei tantissimi bambini di pochi mesi e anni, tutti legati dallo stesso disagio della sordità”. Da un immagine potente, accecante che crea un impronting nel cervello, è scaturita come una copiosa sorgente la necessità di raccontare qualcosa e ascoltando, non solo metaforicamente il suono del silenzio, ha prima turbato e poi ricreato una perfetta armonia interiore come epilogo del processo creativo.

Un epilogo in perfetta sintonia con il mood di un incontro in cui un maestro dell’arte, Pino Sondelli, ha saputo pizzicare tutte le corde delle emozioni.

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